Voto 10 – A Immobile che annichilisce il Gallo Belotti
La Lazio dopo la pesante vittoria a Firenze, vince e convince in casa con il Torino, avversario sempre ostico da affrontare e lo fa con il bomber campano che sale a quote 12 in campionato impreziosito anche da 4 assist. Doveva essere lo scontro tra Immobile e Belotti, amici ma rivali per una maglia in Nazionale, ma è stato un match a senso unico con ko tecnico dell’attaccante granata quando al 90° fa autogol per il 4-0 finale.

Voto 9 – Alla vittoria solida della Roma
Alla Roma che una vittoria in trasferta contro una piccola non la faceva da secoli. Invece grazie ad una solidità difensiva (Smalling 100% contrasti vinti e zero dribbling subiti) e un ritrovato Zaniolo risolve la pratica Udinese facilmente pur giocando in dieci per più di un tempo per un rosso eccessivo a Fazio

Voto 8 – Ad un Cagliari che sogna in grande
Il Cagliari di Maran dopo gli zero punti nelle prime due giornate non conosce più la parola “sconfitta”. Anche ieri passa in casa contro un Bologna ben messo in campo da Mihajlovic grazie ad una prova corale finalizzata dal ritrovato Simeone e da un Joao Pedro in formato cecchino (già 5 gol per lui).
Con un Olsen finalmente ritornato ai livelli dei Mondiali russi e un Nainggolan a tutto campo, il sogno europeo potrà in futuro diventare un obiettivo reale e concreto.

Voto 7 – Alla punizione di Suso
Un campione si vede dai piccoli particolari e Suso ha dimostrato di esserlo: entrato dalla panchina dopo i fischi e le polemiche con la curva milanista, l’attaccante spagnolo risponde alle critiche con una punizione magistrale che scaccia le streghe proprio nella serata di Halloween. Un 1 a o che non risolve i problemi del Milan ma che almeno lo fa respirare dopo gli ultimi deludenti risultati.

Voto 6 – Alla Juventus che vince quando bisogna vincere
Dopo la vittoria di martedì sera dell’Inter a Brescia e il conseguente sorpasso in classifica, la Juventus era obbligata a vincere in casa contro un Genoa rivitalizzato da Thiago Motta ma la partita dopo il vantaggio iniziale di Bonucci si complica per la truppa di Sarri che però con lucidità e anche un pizzico di fortuna (follia di Sanabria al 96°) attua il controsorpasso.

Voto 5 – Ad un Parma spuntato
Dopo aver schiantato in casa il Genoa e dopo aver strappato un punto prezioso a San Siro ci si aspettava un Parma arrembante con il Verona. Invece, senza Inglese e Cornelius, “l’attacco leggero” Gervinho-Karamoh non è riuscito ad impensierire la retroguardia veronese che, con l’ordine che la contraddistingue da inizio campionato, porta a casa tre punti fondamentali per la lotta salvezza.

Voto 4 – Alla Sampdoria che non decolla
AAA Cercasi Sampdoria: una squadra che neanche con il cambio in panchina è riuscita a scuotersi e ora l’ambiente inizia a farsi terribilmente caldo. Un attacco che non produce più occasioni da gol (Quagliarella fermo ancora ad un gol su rigore), un centrocampo lento e macchinoso con pochi inserimenti senza palla (male Ekdal e Bertolacci) sono sinonimo di poca organizzazione calcistica. Unica nota positiva la difesa che rispetto all’inizio di stagione subisce meno gol.

Voto 3 – Alla settimana da incubo di Musso
In una settimana nel calcio si sa possono cambiare tante cose ma pensare che Musso, portiere con miglior fantamedia in tutta la Serie A, potesse subire 11 gol in sole due partite sarebbe stata d’impossibile previsione. Un Udinese in confusione totale che anche ieri in casa contro una Roma in emergenza non è mai riuscita a creare pericoli a Pau Lopez e che ha preso due gol per errori individuali (vedi gol di Zaniolo) che dimostrano incertezza difensiva.

Voto 2 – Ad un Toro che ha staccato la spina
Un Torino irriconoscibile che ha perso la sua caratteristica principale: la voglia. Giocatori senza spirito, senza aggressività, quasi come se volessero perdere per mandare via Mazzarri. Perdere all’Olimpico è comprensibile, 4-0 meno e ancor meno per come è venuta fuori la sconfitta. Un 3-5-2 che ormai hanno codificato tutti, poca lucidità dei giocatori chiave come Ansaldi e Nkoulou, una difesa colabrodo (16 gol presi in 10 partite) sono segnali che il Toro non c’è più e sabato sera c’è il derby che potrebbe essere l’ultima chiamata per Mazzarri…

Voto 1 – Alla poca chiarezza della Var
La scorsa domenica era stato il fallo di Jordan Lukaku su Sottil e il seguente gol di Immobile, ieri il fallo netto di Kjaer su Llorente e il gol nell’azione successiva di Ilicic, tutti errori che possono essere commessi da un arbitro al 90° minuto ma che dovrebbero essere evitati dal VAR. Invece in entrambi i casi la tecnologia non ha richiamato l’arbitro per rivedere l’immagine per “non chiaro errore” e via con le polemiche. La tecnologia dovrebbe essere usata sempre o eliminarla perché cosi troppo spesso si creano situazioni con due pesi e due misure, per non parlare del regolamento sul tocco di mano, ma questa è un’altra storia…