L’ambiente è da qualche anno la tematica chiave nelle politiche di tutto il mondo: si cerca di ridurre le emissioni di CO2, di proteggere gli ambienti a rischio, di sostituire i prodotti inquinanti con oggetti biodegradabili, si consiglia di evitare sprechi. Tuttavia, un problema fondamentale, ma spesso tralasciato quando si parla di rispetto per l’ambiente è il corretto smaltimento dei rifiuti. La loro gestione, infatti, è diventata una questione prioritaria sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo.

Per quanto riguarda l’Unione Europea, ogni anno vengono prodotti circa due miliardi di tonnellate di rifiuti, alcuni anche particolarmente pericolosi. Lo stoccaggio non è una soluzione sostenibile, come non lo è la loro distruzione a causa delle emissioni prodotte e dei residui altamente inquinanti. Ovviamente si potrebbe risolvere il problema non producendo più rifiuti, utopia irrealizzabile nel mondo di oggi, oppure procedere nel corretto riciclaggio e recupero delle varie componenti dei prodotti.

La raccolta differenziata

Questa ultima soluzione parte proprio da noi, cittadini qualunque del mondo: prima di tutto, facendo la raccolta differenziata. La maggior parte di ciò che usiamo può essere riciclato e adoperato nuovamente. Purtroppo, da una stima attenta ai consumi domestici e industriali, risulta che ricicliamo solo il 30% dei materiali, quando in realtà potremmo riciclare il 75% di ciò che impieghiamo ogni giorno. Perché la raccolta differenziata è importante per l’ambiente? Innanzitutto preserva energia e risorse: quando si usano materiali riciclati si spende meno nelle materie prime. Ci sono inoltre meno emissioni, perché dobbiamo lavorare meno materie prime, dal momento che possiamo usare quelle presenti e già lavorate nei materiali di riciclo. Infine, usando meno materie prime si preservano gli habitat naturali.

Un’altra piccola azione che può partire da noi è scegliere il giusto marchio e prodotto da acquistare. Un esempio eclatante è la Lavazza, che ha messo in commercio una capsula compostabile in Mater-Bi, una bioplastica biodegradabile realizzata a partire dall’amido di mais che può essere gettata nell’umido e avviata al compostaggio. Il progetto di ricerca è partito nel 2008 con la collaborazione del Politecnico di Torino, dell’Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo e di Novamont, azienda detentrice del brevetto per la prima plastica biodegradabile. I ricercatori si sono focalizzati sull’analisi dei fondi del caffè, rilevando come la loro composizione possa innescare un processo di rigenerazione che dà vita a nuovi materiali e prodotti.

In vista quindi del prossimo Climate Strike previsto per il 29 Novembre teniamo conto di questi piccoli gesti quotidiani: il mondo si salva anche così, scegliendo il giusto caffè.