Di campionato sospeso non si parlava nel decreto ministeriale emanato nella notte di sabato. Per questo, Parma e SPAL sono scese regolarmente in campo, nonostante i minuti di ritardo per un’ipotetica decisione della Lega. E anche, pare, per il rifiuto dei giocatori di scendere in campo.

A dichiararsi favorevoli a un campionato sospeso sono il ministro dello sport e della gioventù Vincenzo Spadafora, il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Damiano Tommasi. Tra le figure note che si sono esposte c’è anche Mario Balotelli, ex giocatore di Inter e Milan, ora in forza al Brescia.

Questo il pensiero del calciatore. Che, a mio parere, ha ragione.

Sospendere il campionato di calcio mi sembra necessario: innanzitutto per una questione di equità rispetto agli altri sport, come basket, rugby, ciclismo, che hanno sospeso ogni attività. Il decreto ministeriale, è vero, non esclude totalmente gli eventi sportivi, ammettendoli in caso di possibile svolgimento a porte chiuse. Quindi, legalmente, il campionato sospeso non è un obbligo.

Al tempo stesso immaginate cosa succederebbe se ci fosse anche solo un giocatore infetto: verrebbero contagiati dal coronavirus tutti i compagni, lo staff, gli allenatori, la sicurezza, e via dicendo. Un rischio oggettivamente inutile.

Secondo, grosso, rischio, di diffusione del coronavirus sono le persone che si radunano per vedere le partite. Fortunatamente Sky ha trasmesso le partite anche in chiaro, su TV8. In questo modo, chiunque doveva vederla da casa sua, senza doversi spostare a casa di amici.

Ad ogni modo, un campionato sospeso impedirebbe alle persone di trovarsi per vederla anche per amicizia. Certo, stare in casa dovrebbe essere una scelta di responsabilità. Tuttavia, abbiamo visto il senso di responsabilità di molti italiani nell’affrontare il coronavirus, tra gente che andava a sciare, a giocare a calcio, e via dicendo.

Martedì dovrebbe arrivare la decisione della FIGC: campionato sospeso, andando contro la Lega di Serie A, o assunzione della responsabilità di farlo proseguire.

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