La mappa del contagio è ormai consultata sistematicamente con ossessione e chiarisce come l’inarrestabile male Covid19 non lasci indenne nessuna, o forse pochissime, aree geografiche. Il fenomeno oltre che impaurirci e preoccuparci per tutte le implicazioni sanitarie, ne porta con sé molte economiche, con le stime più accreditate che registrano un calo delle proiezioni di crescita del Pil di circa 0,2-0,3 % (FMI, marzo 2020) che fa prospettare mesi ed anni di sacrifici futuri per il nostro paese. Inoltre provoca una forzata riorganizzazione anche in ambito lavorativo, con molte imprese obbligate ad avvicinarsi al mondo dello smart working.

Le misure adottate dal Governo

Il Governo ha deciso quindi di adottare misure importanti in contrasto al contagio. Negli ultimi giorni sono stati presi dei provvedimenti con i quali si è deciso come muterà la situazione economico-lavorativa del nostro Paese.

Da questi emerge come debbano essere “comprovate le esigenze lavorative” negli spostamenti in tutte le zone d’Italia. Questo provvedimento inizialmente aveva mandato nel caos imprenditori e lavoratori del settore manifatturiero, che difficilmente avrebbe potuto ricorrere allo smart working.

Sono poi arrivati i chiarimenti, per primo quello del ministero degli esteri che precisa “le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati” ed “il personale che conduce i mezzi può quindi entrare ed uscire e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci”.

Spostamenti delle persone fisiche

E’ poi arrivata l’ordinanza della Protezione civile che specifica che i vincoli non si applicano al trasporto merci e che non sono vietati gli spostamenti delle persone fisiche per motivi di lavoro, di salute e necessità. Sono tuttavia chiarimenti che lasciano grande spazio interpretativo, ma che si fanno forza sulle dichiarazioni di tutto lo scenario politico e non, e che quindi richiamano ad un grande senso di responsabilità dei singoli.

L’avvicinamento allo smart working

Il provvedimento, seppur portando numerose difficoltà alle imprese nostrane, si è rivelato elemento di innovazione soprattutto in tema smart working, dove ad esclusione delle imprese manifatturiere (dove può avvenire solo in parte), può diventare la principale soluzione. Infatti in questa situazione di emergenza, il ricorso massiccio al lavoro agile può rivelarsi una grande opportunità per il mercato del lavoro: le aziende e i lavoratori possono scoprire i benefici derivanti da una forma di svolgimento della prestazione di lavoro che mette al centro del rapporto tra le parti la fiducia come leva per ottenere più produttività, ma anche più flessibilità nella gestione del tempo e dello spazio di lavoro.

I problemi

Tuttavia, il modo necessariamente improvvisato con cui il sistema produttivo si è avvicinato a questo strumento nasconde una forte insidia: le aziende e le persone potrebbero non essere pronte a gestire correttamente lo smart working. Uno dei temi dove questa impreparazione potrebbe emergere in modo più evidente è la gestione dei controlli sul lavoratore. Spetta quindi al governo regolamentare al meglio la materia, per una sua applicabilità più semplice e chiara.

Dove invece si guarda con ancor più timore e paura è la Borsa, che come si prospettava è sull’orlo di una crisi di nervi. Dopo la decisione di non chiudere Piazza Affari, oggi si registrano cali macroscopici in una seduta ad alta tensione che è destinata a ripetersi anche nelle prossime settimane.