Il voto

L’Emilia-Romagna è una regione storicamente rossa, sempre governata dal centrosinistra da quando esistono le regioni. Per di più, la maggioranza sta traballando, e quindi il voto assume un valore speciale. Una disfatta di centro sinistra e 5 stelle significherebbe che la maggioranza parlamentare non riflette la maggioranza nella popolazione. E anche se è vero che è solo una regione, il valore simbolico di queste elezioni è altissimo.

Alle ultime elezioni l’affluenza è stata molto bassa, ma quest’anno ci si aspetta numeri differenti. La Lega ha speso cifre record per la campagna elettorale: intorno ai 10mila euro al giorno solo di inserzioni Facebook. Le polemiche sono dovute soprattutto al fatto che più che Borgonzoni, la candidata, a fare campagna è stato Salvini, che è culminato con il “scusi, lei spaccia?“.

Opposto al centrodestra, candidato del centrosinistra e presidente uscente, Stefano Bonaccini. La sua campagna elettorale è stata incentrata sulla competenza, rispecchiata dagli ottimi dati e servizi che presenta la regione dopo il suo governo. Tuttavia si sa che il voto risentirà della politica nazionale.

I sondaggi davano inizialmente largo vantaggio per Lucia Borgonzoni, ma Bonaccini nelle ultime settimane ha recuperato tantissimo. Al netto del silenzio elettorale, i sondaggi li danno appaiati. Alcuni, anzi, ritengono in lieve vantaggio il centrosinistra. Ciò che è sicuro è che bisognerà aspettare a lungo nella notte per sapere i risultati ufficiali.

AGGIORNAMENTI LIVE

Chi si prenderà l’Emilia-Romagna per i prossimi 5 anni?

Il voto durerà dalle 7 alle 23. Alla chiusura dei seggi si avranno i primi exit poll.

12:00 in 145 comuni su 328 l’affluenza è del 23,67%. Più del doppio rispetto al 10,88% del 2014.

19:00 altro aggiornamento: il 59% degli aventi diritto ha già votato in Emilia-Romagna, quasi il doppio di 5 anni fa! Sicuramente questa campagna elettorale, con tutto il fenomeno delle sardine, ha risvegliato il senso politico dei cittadini.

20:30 immancabile la classica fuga di notizie. Il Partito Democratico segnala che qualcuno sta diffondendo dati falsi, e la stessa YouTrend – agenzia di sondaggi ed exit-poll – nega l’esistenza di qualsiasi previsione di risultato. Al tempo stesso, la pubblicazione di due numeri 05950 e 05150 sul loro canale Telegram non sembra casuale. Da sempre infatti le varie agenzie pubblicano dati sull’esito del voto in forma codificata, per non violare il silenzio elettorale.

22.50 tra 10 minuti chiuderanno i seggi e sapremo i risultati dei primi exit-poll. Restate connesi per avere gli aggiornamenti live.

23:00 gli exit-poll danno Bonaccini intorno al 48%, mentre al 46% Lucia Borgonzoni. Risultati ovviamente da prendere con le pinze, ma che fanno pensare a un vantaggio valido per il leader del centrosinistra.

23:10 c’è da dire che l’elettorato di destra è molto più difficile da rilevare con gli exit-poll, poiché spesso l’elettore si vergogna del voto di protesta. Staremo a vedere in attesa delle prime proiezioni.

23.17 Salvini ha messo la faccia in tutta la campagna elettorale. A lui si sono contrapposte principalmente le sardine, guidate da Mattia Santori. Che il movimento popolare abbia pagato? E come? Ha fatto cambiare idea agli elettori di destra o a risvegliato gli astenuti?

23.20 grande scandalo ha fatto il gesto di Matteo Salvini, con la citofonata a un ragazzo 17enne. L’avevamo commentata così: leggi qua.

23.35 le prime proiezioni SWG danno un vantaggio di ben 8 punti percentuali per Bonaccini, con un grande successo.

23.40 questo risultato rafforzerebbe notevolmente il governo, indebolendo la posizione di Matteo Salvini. Chi ne esce estremamente indebolito è il movimento 5Stelle, ridotto a percentuali da soglia di sbarramento.

23.53 ora il vantaggio di Bonaccini sale al 10%, sopra il 41% della Borgonzoni. Il PD raccoglie il 31, esattamente come la Lega. Borgonzoni ha raccolto meno della sua coalizione. In Emilia era infatti possibile il voto disgiunto.

7.30 i risultati possono ormai dirsi definitivi e vedono Bonaccini al 51,4 per cento; Borgonzoni al 43,68 e Simone Benini (Movimento 5 Stelle) al 3,46%.