Le proteste continuano, ma le strategie di sgombro della polizia si fanno più dure. Al sito di Whitehall in particolare, lo sgombero inizia ad essere sistematico: svariati arresti e le tende dei manifestanti vengono distrutte. Alla giornata di ieri si aggiungono altri 218 arresti, raggiungendo un numero totale di 531. XR però continua a tenere: le persone scese per le strade salgono a 30.000 e 8 degli 11 siti occupati sono ancora in mano ai manifestanti.

La Commissaria del Metropolitan Police Service di Londra, viene accusata dalla House of Lords di aver concesso ai manifestanti di prendere il controllo sulle forze dell’ordine. Viene tuttavia annunciato che chiunque non abbia intenzione di essere arrestato, potrà protestare soltanto a Trafalgar Square. Il Primo Ministro Boris Johnson si rivolge con insulti ai manifestanti. I ribelli di XR vengono inoltre accusati di essere un movimento senza diversità di estrazione sociale, composto da persone privilegiate che possono permettersi di non lavorare per due settimane.

Nessuno si scoraggia. I quartieri generali del Dipartimento dei Trasporti vengono attaccati, e alcuni manifestanti si incollano alle porte di ingresso. Davanti al parlamento vengono posizionati 800 alberelli in “dono” ai parlamentari che vorranno esporsi maggiormente per la lotta al cambiamento climatico. Sotto il diluvio, la musica, i discorsi e le danze continuano.