Intorno a metà marzo, dipende dagli anni e dal MIUR, gli studenti si ritrovano per festeggiare. La ragione? Mancano 100 giorni alla maturità. Prima di morire, bisogna fare festa. Si mangia, si beve, ci si diverte come se non ci fosse un domani. Molti la descrivono come una delle serate più belle della loro vita, quindi abbiamo deciso di vederci chiaro.

Marco, del liceo Massimo d’Azeglio di Torino, ci racconta: “La mia cena dei 100 giorni è stata un anno fa, visto che ho dato la maturità nel 2019. Ci siamo trovati in casa di un’amica e, nonostante fosse una cosa del tutto improvvisata e molto male organizzata, ci siamo divertiti un sacco. Credo che sia speciale l’atmosfera: sei ancora nel cuore del tuo ultimo anno di superiori, l’anno più bello della tua vita. Gli esami sono ancora lontani, c’è tempo per rimediare. E in più sei con i tuoi amici e conosci nuova gente. Davvero stupendo!”.

Anna, del liceo Darwin di Rivoli, ci dice: “Abbiamo sentito della tradizione dei 100 giorni poco prima che arrivasse la data, quasi per caso. C’era una serata organizzata apposta in un locale della nostra zona, e abbiamo deciso di andarci. Sarà stata la consapevolezza della ricorrenza, saranno stati gli amici, non lo so, fatto sta che ho passato una serata stupenda”.

Ma perché proprio 100 giorni? Perché non 50, o 70? Forse per il voto massimo che si può prendere? Sembra la risposta più scontata, ma non è così. La ragione arriva dall’Accademia Militare di Torino. Quando un decreto regio pose il limite dell’addestramento a tre anni, un allievo esclamò: “Mac pi tre ani!”, che significa “ancora soltanto tre anni”. Da lì partì un conto alla rovescia, che culminò con la festa grande del 100 giorno alla fine. La voce si sparse per le altre accademie di Italia, che iniziarono a seguire l’esempio. Col tempo, anche gli studenti, in guerra contro voti e professori, hanno iniziato a fare lo stesso.

E tu festeggerai i 100 giorni alla maturità? Come? Faccelo sapere nei commenti!