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L’imminente discorso di Conte sul coronavirus sarà il manifesto dei momenti drammatici che il nostro Paese sta vivendo. Stiamo affrontando la più grande epidemia della storia della Repubblica. Giusto, quindi, che intervenga a parlare il nostro presidente del Consiglio.

Pare che si adotteranno misure radicali. Prima del discorso di Conte sul coronavirus (articolo in aggiornamento) si parla di zona rossa nazionale, o comunque di misure restrittive per tutti quanti. Nessuna distinzione, insomma, fra territori. L’obiettivo è, ovviamente, di arginare l’epidemia da coronavirus.

Vi invitiamo, in tal senso, a leggere gli articoli che abbiamo già pubblicato e che continueremo a pubblicare nei prossimi giorni, riportando le notizie istituzionali e scientifiche. Trovate tutto su WeGather.it

Ci sono tuttavia notizie positive, come quelle che arrivano da Codogno, dove i casi sono in netto calo. Codogno che, ricordiamo, era stato il primo centro, il primo focolaio del coronavirus in Italia. Inoltre Mattia, il primo paziente, di 37 anni, finito in terapia intensiva, ora è in grado di respirare con i suoi polmoni, senza assistenza delle macchine.

Ora in tutta Italia ci sono 9000 contagiati, con oltre 400 morti e nessuna Regione italiana rimasta esclusa. Rimane comunque la volontà di salvare l’economia nazionale: questo dimostra che, se si evitano gli spostamenti inutili, il Paese può sopravvivere.

Per quanto riguarda le notizie su scuole, università ed eventi, vi abbiamo spiegato tutto a questo link: clicca qui.

Il discorso di Conte sul coronavirus non annuncerà la rovina del Paese né uno scenario apocalittico. Si tratta di una situazione controllabile, purché si agisca a dovere. Quindi, importante, restate in casa! Un giovane quasi certamente se la caverà senza problemi, ma potrebbe fare da vettore – cioè da portatore del virus – infettando altre persone.

Il discorso di Conte sul coronavirus

Il discorso del presidente Conte sul coronavirus inizia con un invito a cambiare le proprie abitudini, per quanto possa essere duro. Segue un pensiero per i morti per il coronavirus.

Il presidente chiede di rinunciare tutti a qualcosa, subito, e pone una condizione: le misure funzioneranno se rispettate da tutti. Le misure saranno più forti e stringenti, volte a contenere l’avanzata del coronavirus e a proteggere quindi la salute dei cittadini. La salute pubblica, ricorda Conte, è messa a repentaglio: se manca la responsabilità arrivano gli obblighi.

L’Italia intera diventa zona rossa: ci si potrà muovere solo per comprovate ragioni di lavoro, casi di necessità o questioni di salute. C’è il divieto di assembramento all’aperto, visti i comportamenti irresponsabili di molte persone.

Il decreto andrà in Gazzetta Ufficiale stasera, entrando in vigore domattina, 10 marzo 2020. Nella decisione sono stati coinvolti i presidenti delle Regioni, le forze politiche e i vari membri del Governo. La decisione è stata condivisa da tutti.

Rimane il sistema delle autocertificazione, sebbene sia stato sottoposto a numerose polemiche. Rimane ovviamente l’obbligo delle certificazioni di essere veritiero. Altrimenti, ci sarebbe un doppio reato: violazione del decreto e autocertificazione falsa.

Il sistema di trasporti rimarrà intatto, per non impedire il proseguio delle attività lavorative. Sempre sul lato economico, il presidente ammette la possibilità di chiedere maggiori libertà all’Europa.

Per quanto riguarda la durata del decreto, le attività didattiche saranno sospese fino al 3 aprile, su tutta la penisola, isole comprese.

Rimangono invariati gli spostamenti fra i Paesi europei e l’Italia. Per i cittadini valgono le regole attualmente vigenti sul territorio nazionale. Si continuerà a controllare gli ingressi da Paesi stranieri, soprattutto visto il notevole aumento di casi nei Paesi vicini, come Francia, Spagna e Germania. A tal proposito, segnaliamo che la Spagna ha chiuso tutte le scuole a Madrid.

Il presidente sta inoltre pensando alla creazione, come dice nel suo discorso, di un super commissario per gestire l’emergenza. Inoltre bisognerà aumentare il coordinamento fra le Regioni per gestire l’emergenza coronavirus – ricordiamo che le Regioni hanno competenza propria riguardo alla Sanità pubblica.

Sono state proibite le manifestazioni sportive di qualsiasi tipo fino al 3 aprile, come avevamo auspicato in questo articolo di questa mattina.