Per gli abitanti della laguna vivere sui canali è ormai un’abitudine ma ogni volta che il clima si ribella, la bella Venezia, unica al mondo nella sua particolarità, affonda. Con la tecnologia che continua a fare passi da gigante cercare di evitare danni nelle città è l’obiettivo principale. E così dopo un lunghissimo iter, è nato il progetto del MOSE (MOdulo Sperimentale Elettromeccanico): quattro barriere costituite da 78 paratoie mobili indi pendenti che separano la laguna dal mare e difendono Venezia dagli attacchi della natura.

Il progetto nasce nel 2003, quando ancora non si potevano immaginare gli effetti del cambiamento climatico, il colosso dovrebbe essere pronto definitivamente nel 2021 dopo gli ultimi collaudi. Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, twitta il 3 dicembre: “Grazie agli operai, tecnici e ingegneri del MOSE con i quali sono stato questa notte per la prima prova di sollevamento di tutte le 19 paratoie galleggianti alla bocca di porto di Malamocco. A regime, con questo sistema proteggeremo dalle acque eccezionali.”

L’opera dal punto di vista ingegneristico

L’opera ingegneristica ha destato molto scalpore fin dagli arbori della sua nascita e la sua utilità è messa in discussione dai continui fallimenti di protezione della laguna, ma anziché chiedersi perché non funzioni, nonostante gli stimati 7 miliardi investiti, nessuno si interroga sull’entità dei fenomeni atmosferici.

Progettare e costruire il MOSE sicuramente è stato un grande passo ingegneristico e tecnologico, altre barriere smart sono sparse sul globo ma parallelamente a queste costruzioni chiedersi cosa stia succedendo che renda necessario la loro realizzazione dovrebbe essere un punto fondamentale all’interno del processo burocratico.

Venezia non è sempre stata allagata ogni volta che le piogge aumentavano altrimenti non si sarebbe conservata in tutti questi secoli, ma l’equilibrio del pianeta sta vacillando e non si potrà più tornare indietro se non verrà intrapresa una manovra politica ed economica a breve termine. E Venezia non sarà l’unica città ad essere distrutta.