Mattia Santori è pagato dal PD. Le sardine in realtà hanno un preciso indirizzo politico. Dire di non portare simboli è ipocrita, tutti sanno da che parte sta la gente in piazza. Le sardine non offrono soluzioni, sono solo contro Salvini. Faranno sicuramente un partito. Sono la rappresentazione dell’ennesimo fallimento della sinistra. E via dicendo.

Queste sono le frasi più sentite in questo mesetto scarso di sardine. Un movimento rivoluzionario – relativamente – non c’è dubbio. Hanno dato una decisa scossa alla politica Salvini-centrica del nostro Paese. Anche se bisogna poi vedere quanto andare contro Salvini voglia dire togliergli il monopolio mediatico.

Comunque le sardine hanno dimostrato che c’è una grande parte d’Italia che non approva la politica della Lega. E quindi è giusto analizzare il fenomeno.

Una prima critica che viene loro mossa è che non propongono nulla, sono solo contro. In realtà non è così. Non entrano nel merito delle singole politiche, non è loro interesse. Facendolo non riempirebbero le piazze. Porterebbero solo ulteriori divisioni. Lo scopo delle sardine è cambiare la dialettica e i metodi della politica attuale. Che è oggettivamente indecente.

Un’altra cosa che si dice è che siano tutti del PD. Mi sembra che le piazze stiano smentendo questa affermazione. Già solo perché il PD non riempirebbe tutte queste piazze – LOL. Tornando seri, chi abbia provato a relazionarsi con un discreto campione di sardine – in piazza o su Facebook – sa bene che si raduna un variegato dispiegamento di idee e posizioni, da Potere al Popolo a +Europa passando per PD e Forza Italia. Senza arrivare all’estremo di CasaPound o Forza Nuova. Vero, Ogongo?

Io vorrei muovere una mia critica alle sardine. Perché questa demonizzazione della politica? Perché proibire simboli e bandiere? Sono la parte più sincera della politica, che dichiara le sue posizioni e si confronta. Il tutto, ovviamente, con una dialettica differente da quella salviniana.

D’altronde, anche i partigiani si erano riuniti di fronte al fascismo. Liberali e comunisti: insieme contro il nemico comune, per una politica nuova.