Vedere Carola Rackete in prima serata sulla Rai è stata un’esperienza interessante. Innanzitutto perché è raro vedere una persona di un altro Paese – capi politici esclusi – incidere così tanto sull’opinione pubblica italiana. Carola ha oggettivamente monopolizzato i media italiani per un mese, peraltro facendo qualcosa che molti altri fanno: salvare vite in mare.

Il senso di questo articolo non è discutere della bontà dei suoi atti. Di questo si è già parlato a lungo, e continuare a trattarne ora non avrebbe molto senso. L’idea è invece di analizzare la sua figura, perché va molto al di là della usuale dicotomia tecnico-politico, ideali-competenze.

Molto spesso si dice – e io sono d’accordo – che non è necessario che un politico debba avere competenze di alto livello, come una laurea, nella materia sotto la sua diretta amministrazione. Certo, qualche conoscenza è necessaria, ma non quanto i più credono. Infatti compito del politico è dettare la linea politica. Compito del tecnico è invece orientare gli aspetti tecnici, per i quali servono competenze notevoli. Il politico parla agli elettori, ne ottiene il consenso, poi si rivolge ai tecnici e vede quel che si riesce a fare per realizzare i desideri popolari.

Carola Rackete è senza dubbio politica. Lo è perché porta avanti degli ideali. “Sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne resi conto, sentii l’obbligo morale di aiutare chi non ha avuto le mie stesse opportunità”.

Dopo esserci scandalizzati o commossi per le sue parole, siamo andati a vedere il suo curriculum. E abbiamo visto una laurea in conservazione dell’ambiente e una precedente esperienza su una rompighiaccio. Che, alla sua giovane età, sono righe notevoli su un curriculum.

E si potrà obiettare: Carola Rackete è competente ma non nel suo campo. Non proprio: migrazioni e cambiamento climatico sono strettamente connesse.

Però una differenza fra Carola e i politici nel senso classico resta: lei è diventata politica per caso, anzi contro la sua volontà. Non ha lavorato una vita per farlo, lottando fra dinamiche di partito e immagine popolare.

Ha lavorato per essere competente. La sua competenza però, oggi, è un ideale.