Elvira Zanrosso, 68 anni, nonna, si definisce “un’istintiva”. Il suo istinto, qualche tempo fa, l’ha portata a minacciare Mattarella.

“Ti hanno ammazzato il fratello, cazzo… non ti basta?”.

La causa scatenante fu la decisione del Presidente della Repubblica di respingere la nomina di Paolo Savona come ministro dell’economia, nel primo tentativo di formare un governo giallo-verde con a capo Giuseppe Conte.

Ovviamente, la signora si è pentita. Non c’è ironia nelle mie parole. Capita spesso di dire cose che non si pensano, spinti dall’eccitazione del momento, quando i freni inibitori si fanno più morbidi.

Credo sinceramente nel pentimento della “nonna”. Pongo questa parola tra virgolette perché così la stanno definendo tutti i giornali. A che pro? Probabilmente per sottolineare come l’avvelenamento del clima politicio e sociale che stiamo vivendo arrivi a colpire addirittura figure placide e moderate, come sono le nonne secondo l’immaginario popolare.

Il punto è che, pur pentendosi, se si viola una legge, si pagano le conseguenze. Poi possiamo discutere della opportunità di punire per un commento su instagram – e non mi troverete d’accordo con questa possibilità. Penso sarebbe molto più opportuno, al posto degli anni di carcere che la signora sta rischiando, la giustizia riparativa, che lei stessa propone. “Fatemi incontrare il Presidente, voglio chiedergli scusa”. Le auguro di poterlo fare, signora: toglierebbe realmente un peso alla sua coscienza.

La signora dice di aver agito così nella concitazione del momento, spinta dalle dichiarazioni dei politici grillini pei quali simpatizzava. La cosa sembra perfettamente plausibile. Una personalità pubblica sa di avere un certo potere sulle persone, e deve quindi usare le proprie parole con attenzione.

Attenzione, non moderazione. Si possono usare parole forti, accettandone però le conseguenze. Come capitò a Sofri, in una delle vicende giudiziarie più controverse della storia italiana.

Non possiamo certo esigere le scuse dei politici che hanno fomentato questo clima di odio, perché è difficile provare una diretta connessione, per quanto empiricamene possa essere evidente. Tuttavia, sento di non pretendere troppo sperando che la disperazione della signora li abbia portati a riflettere.