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Secondo Amadeus, il femminismo è riempire un palco di donne belle.  Amadeus vede come unica forma di emancipazione un bel viso, crede che il diritto di voto si ottenga con una scollatura e che la parità salariale si raggiunga facendo gli squat. E questo viene celebrato come il “Sanremo delle donne“, con una vasta presenza femminile – a fare da piacevole decorazione.

Questo Sanremo è disgustoso, è l’essenza del patriarcato. Amadeus, convinto di dire cose gentili, gradevoli, ribadisce più e più volte come sia stato importante l’aspetto estetico delle varie conduttrici. Per chi non lo sapesse, sono Diletta Leotta, Antonella Clerici, Francesca Sofia Novello, Emma d’Aquino, Laura Chimenti, Rula Jebreal, Monica Bellucci, Sabrina Salerno, Georgina Rodriguez, Alketa Vejsiu. Ci sono persone in gamba fra di loro. Giornaliste di rilievo, attrici, cantanti. Persone che con i loro meriti hanno raggiunto la loro posizione.

E poi ce ne sono altre che come unico pregio hanno la bellezza, che le ha portate a un matrimonio con uno sportivo famoso. Niente di sbagliato, sia chiaro. Nessuno sta colpevolizzando né intende colpevolizzare le ragazze in questione. Il problema è il discorso di Amadeus.

Amadeus, non pago di aver sottolineato più volte quanto le abbia invitate per la loro bellezza, aggiunge un merito in più, nel caso posseduto da Francesca Novello: “La capacità di stare vicino a un grande uomo stando un passo indietro”. Standing ovation.

Ecco cosa deve fare una donna: stare un passo indietro. O magari uno avanti, così le guardiamo il culo.