Totoro- Emodrill 2019 è una canzone dell’eclettico rapper emergente Massimo Pericolo, tratta dal suo inedito album “Scialla Semper”.

Come tutte le altre canzoni, Totoro è un grido di rabbia, una denuncia alle ingiustizie subite e un tentativo di sfogo. I pezzi sono ricchi di rancore ed esprimono in modo crudo e diretto la vita di provincia nel Nord Italia.

In ogni brano Massimo mette un po’ di sé e un po’ della sua storia, parlando di una vita al limite che lo ha totalmente distrutto, e di un’infanzia difficile che gli ha procurato un incolmabile senso di vuoto.

Nella canzone Totoro Massimo ci parla della vita di strada, della compagnia dei suoi amici che rientrano tra le poche persone considerate da lui facenti parte della famiglia, e dello spaccio di droga, una parte della sua vita fautrice dell’aver lasciato in lui un segno incancellabile.

Il brano si apre con una sorta di preghiera, il cui carattere fa pensare ad un bambino, che chiede l’avverarsi di un suo desiderio; questo crea un contrasto con la richiesta, tutt’altro che infantile, al contrario appartenente ad una dimensione insostenibile persino per un adulto: lo spaccio di droga.

Massimo è stato bambino, certo, ma non ha mai vissuto come tale, essendo stato subito catapultato senza preavviso in una dura realtà, tanto rigida da accettare, da averlo spinto tra le braccia dello spaccio, la sua unica culla.

Nella prima parte a parlare è quell’infantilità repressa, che non conosce argomenti spensierati, bensì un mondo tagliente.

Massimo dice “i giochi sotto i fiocchi, i giochi sotto i portici”; questi purtroppo sono gli unici giochi che lui abbia mai conosciuto, una cosa più grande di lui, ma pur sempre l’unico svago.

Sin da piccolo Massimo vede nei suoi amici una famiglia e li definisce “compagni”. Nella sua misera vita di strada trovava calore nello stare con quelle persone, nel vederli ridere anche semplicemente nel mangiare insieme un panino. Non si poteva permettere molto, anzi forse poco e nulla, ma quando stava con loro si sentiva improvvisamente ricco; “Finchè c’ho i broski ho qualcosa”.

Ma nel brano appare un altro amico un po’ speciale e insolito: Totoro, che viene definito da lui “socio” e che dà il titolo alla canzone.

Totoro è il simpatico e buffo protagonista di un famoso anime del 1988 di Hayao Miyazaki. Nel cartone animato Totoro è il custode della foresta situata vicino alla casa delle due protagoniste, due bambine con cui la creatura fa amicizia.

Ritorna quindi a parlare l’animo da bambino, quello legato all’oriente alla Cina e al Giappone. Massimo aveva una grande passione per le arti marziali, da piccolo il suo sogno era di diventare un monaco shaolin.

Totoro per i bambini dell’estremo oriente equivale al nostro Topolino, ed è un eroe per tutti loro, figura di dolcezza e fantasia. Anche Massimo vede in lui qualcosa di eroico e gli chiede probabilmente di proteggerlo nella preghiera iniziale. Al tenero mito giapponese, custode della foresta, viene chiesto di dare protezione ed aiuto per lo spaccio di droga.

Ancora una volta si palesa l’idea distorta di infanzia alla quale il rapper era abituato.

Inoltre ritorna il tema della società, una società che massimo Pericolo disprezza e contro la quale rivolge tutto il suo odio e la sua rabbia: “Tu fai le foto ma fai parte del paesaggio”.

Sebbene di primo impatto questa frase dia un tono dolce e melodioso alla ruvidità del testo, in realtà è quella che esprime più rancore. Con questa frase Massimo ci vuole dire quanto ognuno di noi sia inconsapevole della sua partecipazione in tutto ciò che critica.

È forse Massimo ad essere l’unico nel giusto? Lui è solo consapevole.

La corruzione dilaga nelle istituzioni politiche, e la società affoga in un mare di pregiudizi.

È tutto abbagliato, falsità ed ipocrisia sembrano essere diventati i nuovi valori fondanti. Questa frase è quindi una sottile e tagliente metafora per una persona che critica ciò che gli sta attorno, ma non si rende conto di farne parte fino in fondo.

Insomma siamo tutti un po’ come un “viandante sul mare di nebbia”. Il quadro di Caspar David Friedrich, capolavoro del romanticismo tedesco, presenta come soggetto un uomo proteso su uno sperone roccioso, che contempla il panorama che gli si apre davanti, collocato in una posizione rialzata. Non mi sto riferendo al significato dato da Friedrich alla sua opera, ma all’interessante prospettiva del dipinto; infatti il pittore non ha scelto di dipingere solo il paesaggio come se fosse visto dai suoi occhi, ma vi ha inserito un individuo. Un uomo vede il paesaggio di cui egli stesso fa parte.

Con questa provocazione Massimo ci dice di svegliarci, di renderci conto che siamo tutti sullo stesso piano. Critichiamo ciò di cui anche noi facciamo parte.

Insomma la canzone parla del rimpianto di Massimo verso un’infanzia mai avuta e una società smarrita.