Voto 10 – Alla Lazio, formato “Zona Cesarini”

Era un’occasione da non perdere e la squadra di Inzaghi ha risposto presente. In una Sardegna Arena subito rovente dopo il gol di Simeone nei minuti iniziali, la Lazio è riuscita a ribaltarla con due gol tra il 93 e il 98 minuto e ora si trova a tre punti dalle capoliste Juventus e Inter.

Voto 9 – Al Parma

Il Parma, dopo aver pareggiato a San Siro contro l’Inter poco più di un mese fa, si dimostra squadra solida e tenace andando a vincere in pieno recupero anche al San Paolo contro un Napoli ormai lontano parente di quello degli anni scorsi. Con questa vittoria, la squadra di D’Aversa supera proprio la squadra di Gennaro Gattuso e si issa al settimo posto. E Con un Kulusevski in stato di grazia sognare un posto in Europa non fa più paura.

Voto 8 – Al ritorno di Corini

Alcuni dicono che la minestra riscaldata non è mai buona, ma la cura di Eugenio Corini al Brescia sembra aver dato nuova linfa alla squadra. Il Brescia, infatti, vince due scontri diretti contro Spal e Lecce con un reparto offensivo che crea di nuovo pericoli e una difesa che non subisce gol. E con un Balotelli parzialmente ritrovato dopo i malumori con Grosso, la salvezza può non essere così lontana come poteva essere un mese fa.

Voto 7 – Ai miracoli di Pegolo

Dopo le ottime parate di Turati che avevano portato punti contro la Juventus al Juventus Stadium, il Sassuolo si dimostra osso duro anche contro il Milan ringraziando di nuovo il suo portiere: questa volta, però, l’eroe di giornata è il 38enne Gianluca Pegolo che con i suoi miracoli tiene a galla la squadra che ritorna in Emilia smuovendo la classifica.

Voto 6 – Ai cambi di Juric e allo stoico Verona

Dopo 60 minuti di pura umiliazione in casa, Juric decide di operare un triplo cambio che potrebbe aver segnato un evento mai successo fino ad ora. Pazzini, Verre e Stepinski entrano e segnano a dimostrazione che la squadra è unita e focalizzata sulla salvezza.
Una nota a margine la merita Giampaolo Pazzini che con un gol su rigore e un palo da cui è scaturito il gol di Verre, dimostra che a 35 anni può ancora fare la differenza nella massima serie.

Voto 5 – al mezzo passo falso dell’Inter

Con tutti gli alibi del caso, dati dall’impegno infrasettimanale europeo e i continui infortuni, l’Inter si presentava a Firenze con un unico obiettivo: vincere per riallontanare la Juventus. Dopo una partita giocata a buoni ritmi, l’Inter viene colpita in contropiede nei minuti di recupero e perde due punti che potrebbero pesare non poco a giugno.

Voto 4 – Ai 15 minuti granata

Negli d’oro granata, quando Valentino Mazzola si tirava su le maniche a 15 minuti dal termine il Grande Torino vinceva la partita. Domenica invece, il Toro di Mazzarri si fa domare dal Verona e perde due punti che potevano proiettarlo più vicino alle posizioni europee. Questa squadra sembra in leggera crescita ma il salto di qualità tanto auspicato ad inizio anno si sta dimostrando come la principale zavorra della squadra arrembante dell’anno scorso.

Voto 3 – Alla Spal che non vince più

Nonostante l’avversario fosse ostico, la Spal domenica sera aveva urgente bisogno di portare a casa punti per risalire in classifica. Invece, all’Olimpico contro la Roma, la squadra di Semplici, ancora confermato in panchina, si porta in vantaggio con Petagna ma in poco più di 10 minuti viene affondata da uno-due micidiale da parte degli uomini di Fonseca. Sembra quasi che la Spal non ci creda più e solo un cambio in panchina potrebbe ridare vitalità ad una piazza che merita la Serie A.

Voto 2 – Alla panchina di Thiago Motta

L’avventura di Thiago Motta sulla panchina del Genoa è diventata sempre più traballante dopo la sconfitta nel derby perché oltre ad una valenza simbolica ha causato anche il sorpasso in classifica. La squadra guidata in campo da Capitan Criscito gioca una buona partita ma con il suo solito problema del gol che è diventata ancora più complicato dopo l’infortunio di Kouame. Preziosi più che in panchina dovrà operare cambiamenti nel mercato di gennaio per evitare una concitata lotta salvezza che si prospetta infuocata.

Voto 1 – Alla gestione dell’esonero di Ancelotti

Quando si parla di serietà del club non ci si riferisce solo alle vittorie, ai campioni, allo stadio ma anche e soprattutto al rispetto con cui si fanno le cose. A partire dai calciatori, che da un mese a questa parte camminano in campo svogliati e continuando con la società che ha creato un ambiente invivibile sia nei confronti della squadra con il discorso delle multe sia con l’allenatore tenuto all’oscuro delle scelte prese.