VOTO 10 – ALLA DECIMA DELLA LAZIO

La Lazio “delle meraviglie” infila la decima vittoria consecutiva, undici contando il successo nella Supercoppa Italiana contro la Juventus, ed eguaglia il record di Sven-Goran Eriksson che resisteva dalla stagione 1999-2000. La decima è stata quella più sofferta, contro un Napoli tenace, ma risolta dal solito Ciro Immobile che sale a quota 20 gol nel solo girone d’andata e vede il record di Higuain più vicino.

VOTO 9 – AD HANDANOVIC

Il miglior portiere della Serie A 2018-2019 si conferma tale dopo il rigore parato a Muriel al 90° minuto di una partita fondamentale contro l’Atalanta. Più per la classifica, persi due punti e il titolo di Campione d’Inverno, questo gesto dà comunque fiducia alla squadra perché una sconfitta casalinga poteva essere difficile da superare velocemente. Non è un caso, che dopo il ritiro di Javier Zanetti, sia stato scelto proprio il portiere sloveno come capitano.

VOTO 8 – AI GIOVANI TERRIBILI DEL VERONA

La squadra di Juric vince e convince anche contro il Genoa, sua rivale ad inizio stagione per la permanenza in Serie A, e chiude il girone di andata a quota 25 con una partita da recuperare, issandosi al nono posto della classifica. Una squadra solida, lo dimostra il quarto posto nella speciale classifica dei gol subiti, che ha trovato un giusto mix di giovani promettenti già sul taccuino delle grandi squadre (Rhamani e Kumbulla su tutti) e giocatori esperti come Pazzini e Amrabat.

VOTO 7 – AL RITORNO DI IBRA E (FORSE) DEL MILAN

Finalmente Milan! Tutti i giornali potrebbero iniziare così il proprio articolo a dimostrazione che, oltre il ritorno al gol dell’intramontabile Zlatan Ibrahimovic (gol in quattro decenni diversi), ha fatto vedere una buona prova in un campo molto insidioso come quello di Cagliari. La classifica è ancora troppo brutta per fare proclami ma il 4-4-2 scelto da Pioli alla Sardegna Arena, ha dato soluzioni interessanti sia a livello difensivo con una maggiore copertura sugli esterni sia a livello offensivo con numerosi cross insidiosi in area di rigore. La strategia di mercato non è ancora molto chiara e di lungo periodo ma perlomeno forse potrà dare dei frutti nell’immediato futuro.

VOTO 6 – ALLA DOPPIETTA DI QUAGLIARELLA

Il bomber napoletano, capocannoniere della scorsa stagione con 26 reti, quest’anno non riusciva a sbloccarsi e segnare con continuità. Gli alibi c’erano e ci sono ancora tutti, con un’incertezza societaria a massimi livelli e una squadra di livello mediocre, ma Fabio Quagliarella non riusciva a caricarsi la squadra sulle spalle e anzi spesso risultava il peggiore in campo a causa dei gol sbagliati. Il popolo blucerchiato spera che la goleada della propria squadra e la doppietta del proprio beniamino di questa giornata possa essere un segnale importante per scongiurare la Serie B.

VOTO 5 – AL CAMPO DELLO STADIO OLIMPICO

Due infortuni non fanno una prova ma insieme alle lamentele di Diego Perotti nel dopo-partita potrebbero essere un chiaro segnale di non adeguatezza del campo dello stadio Olimpico. Questa giornata era particolare, con entrambe le squadre romane che giocavano in casa per consegnare l’impianto in anticipo per la preparazione degli Europei di quest’estate, ma le due lesioni al ginocchio senza particolari contatti di Demiral e Zaniolo fan riflettere sulle condizioni del terreno non consone alla massima serie italiana.

VOTO 4 – ALLA QUARTA CONSECUTIVA DEL CAGLIARI

La squadra di Maran, dopo un inizio che aveva fatto presagire una lotta per l’Europa che conta, ha fatto i conti con la realtà dopo quattro sconfitte consecutive che comunque le permettono di rimanere al sesto posto in classifica. I problemi sono venuti fuori soprattutto a causa della poca brillantezza dei suoi uomini chiavi, aspetto che caratterizzava la squadra di Maran oltre alla solidità difensiva che in questa ultime partite è mancata. I presupposti per ritornare in Europa ci sono tutti a patto che la squadra sarda non perda entusiasmo e fiducia nei propri mezzi.

VOTO 3 – AL BRESCIA DI GENOVA

Una squadra che si deve salvare non può giocare una partita del genere in uno scontro diretto. E dire che era passata pure in vantaggio dopo dieci minuti prima di essere annichilita sia sotto il punto di vista del gioco sia e soprattutto sotto il profilo della cattiveria. Mister Corini deve mettere a posto la fase difensiva di questa squadra perché la legge non scritta della Serie A dice che ci si salva se si prendono pochi gol e se se ne fanno tanti.

VOTO 2 – ALLA COMPETITIVITA DELLA SERIE A

La Serie A negli ultimi anni è sempre stata marchiata come un campionato sì affascinante ma poco competitivo. Tali sintomi si possono riscontrare dagli otto scudetti consecutivi della Juventus ma anche dalle retrocessioni di Parma e Benevento con meno di trenta punti fatti. Se quest’anno la competitività per lo Scudetto è aumentata grazie ai veri e propri miracoli di Inter e Lazio, la situazione in fondo alla classifica non è migliorata con il Lecce che dopo il girone di andata sarebbe salva con soli 15 punti fatti, quindi in previsione 30 finali.

VOTO 1 – AGLI ERRORI DELL’OLIMPICO

Gli errori che hanno contraddistinto il weekend all’Olimpico di Roma non si erano mai visti in un campionato italiano di Serie A. Si inizia di sabato sera, con la follia del portiere del Napoli Ospina che invece di rinviare il pallone cerca di proteggerlo. Così facendo fa segnare il gol vittoria a Immobile. Si continua con la sciocchezza di Veretout dopo 10 minuti, che in area si addormenta letteralmente con il pallone. Causa così il rigore del 2 a 0 della Juventus.
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico e lo sa bene il Napoli che si è fatto gli ultimi quattro gol da solo.