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Valentina Facchi vive a Torino ed è appena tornata dall’anno all’estero in Danimarca. È stata un’esperienza che ha potuto vivere grazie a WEP e che le ha permesso di vivere in un contesto diverso dall’Italia ed essere a contatto con una maniera innovativa di prendersi cura dell’ambiente.

Studiare in Danimarca ha cambiato alcune tue abitudini nella vita di tutti i giorni?

Appena tornata non ho percepito grandi cambiamenti, sono emersi piano piano. La mia famiglia è sempre stata attenta alle questioni ambientali: mio padre lavora nelle energie rinnovabili; ho una casa autonoma energeticamente, con gas a induzione, pompa di calore e pannelli fotovoltaici; non abbiamo mai sprecato cibo…

Ho però notato un graduale cambiamento. Studiare in Danimarca ha modificato tanti miei comportamenti: vado sempre in giro con la mia borraccia, il mio contenitore per il pranzo, le mie posate; bevo acqua di rubinetto ovunque; faccio la spesa al mercato per evitare le confezioni in plastica.

Anche l’abitudine di spostarmi senza macchina deriva dall’aver studiato in Danimarca. Ogni giorno vado all’università a piedi, che dista 2,5 km da casa mia. Ho imparato ad apprezzare il tempo dedicato alla passeggiata.

Alcune esperienze, poi, mi hanno resa più sensibile sulle tematiche ambientali.

Credi i giovani siano più sensibili all’ambiente in Danimarca?

Il rispetto per l’ambiente in Danimarca è insegnato fin dall’infanzia. Non credo sia una questione di età, quanto di cultura. I giovani sono forse più sensibili ma passivamente, non in modo proattivo. Hanno gli strumenti per esserlo.

E comunque anche in Danimarca esiste lo spreco. Mi aveva stupito soprattutto la quantità di cibo buttata dalla mia famiglia, dai supermercati, dai ristoranti e a scuola dai miei compagni. La mia più grande soddisfazione è stata quella di aver fatto da esempio ai miei due fratelli gemelli ospitanti, che vedendomi hanno iniziato a portare la pasta del giorno prima per il pranzo, da riscaldare nel microonde della scuola.

Come potrebbe cambiare la mentalità degli italiani riguardo all’ambiente?

Prima di tutto credo sia un processo graduale e che tutto parta dall’azione del singolo, nel proprio piccolo. È soprattutto il comportamento di ognuno a fare la differenza, anche se alcune proposte potrebbero partire dal governo. In Danimarca, ad esempio, si vogliono eliminare tutte le auto a gasolio entro il 2030 in favore di quelle elettriche. Addirittura i battelli sui canali sono elettrici. Le auto poi costano molto care perché sono tassate di più, il carburante e lo stesso ottenimento della patente di guida ha un prezzo che è tre o quattro volte di quello italiano. Nella mia famiglia, ad esempio, una macchina era spartita tra quattro persone e tutti preferivano gli spostamenti in bici.

Se vuoi vivere anche tu un’esperienza all’estero e venire a contatto con culture e mentalità diverse, in grado di arricchirti e darti un punto di vista nuovo sulle cose e sulla quotidianità visita il sito di WEP e trova l’esperienza che fa per te.