Le petizioni online sono un tipo di petizione che viene firmata in virtuale, attraverso un form su un sito web. Funziona così: ai visitatori che intendono aderire basta aggiungere pochi dati, solitamente un nome e una e-mail (poi verificata). Una volta raggiunto un numero sufficiente di firme viene inviata al destinatario. Questo può allora decidere di dare ascolto alle richieste dell’ampio pubblico raggiunto adottando le misure richieste. 

Si tratta di un formato che rende agevole per chiunque creare una petizione, sia in termini di risorse sia perché permette di veicolare velocemente e semplicemente le informazioni, tutto attraverso il web. 

In Italia non esiste un portale ufficiale messo a disposizione dal Governo o dal Parlamento per lanciare e raccogliere firme online. L’unico mezzo digitale messo a disposizione è un indirizzo mail dove si possono inviare, da parte dei singoli cittadini, petizioni alla Camera o al Senato. Solo però per istanze che rappresentano comuni necessità. 

Il portale di petizioni online più conosciuto al mondo

Si è sviluppato, invece, attraverso il web, un portale che permette a chiunque di iniziare una petizione per una causa in cui crede e diffonderla, sempre attraverso il web, per raccogliere il numero di firme necessario e farla arrivare al destinatario. Questo portale è nato nel 2007 e si chiama Change.org. E’ stato fondato da Ben Rattray, inserito nel 2012 tra le 100 persone più influenti del mondo nella lista del Time.

L’idea nasce quando il fratello Nick dichiara di essere omosessuale e Ben si rende conto dell’inaccettabile intolleranza diffusa tra la gente. Così decide di creare un social network per unire persone interessate alle stesse questioni sociali, per raggiungere, insieme, il cambiamento desiderato

Il successo della piattaforma

Il successo della piattaforma arriva nel 2011 quando una donna sudafricana, Ndumie Funda, lancia una petizione per chiedere al suo Paese di abolire gli “stupri correttivi”, violenze inflitte alle donne omosessuali per “riportarle” all’eterosessualità. E’ la prima petizione di Change.org che diventa virale, raccogliendo 171mila firme e costringendo così il Parlamento sudafricano a mettere fine alla pratica.

Da qui la piattaforma conta sempre più utenti e il successo è enorme. Conta oggi più di 250 milioni di utenti in 196 Paesi e sono sempre di più le petizioni che hanno raggiunto l’obiettivo. 

Un esempio emblematico è quello della petizione lanciata da “Insieme in Rete” per chiedere una legge contro il revenge porn. La richiesta è stata accolta da Laura Boldrini nel 2019, quando ha annunciato l’istituzione di un tavolo di esperti per elaborare la proposta. Fuori dall’Italia, ha avuto particolare rilevanza la petizione lanciata da Priscilla Ludosky in Francia per chiedere l’abbassamento dei prezzi dei carburanti. Si tratta della petizione che ha dato origine al movimento dei Gilet Gialli, con più di un milione di firme. 

Si tratta, quindi, di una piattaforma che offre infinite possibilità. Offre infatti a chiunque l’opportunità di avere voce ed esprimersi su un qualsiasi argomento, di mettersi in contatto con tutti quelli che credono nello stesso obiettivo e, insieme, raggiungere il cambiamento.