E’ la prima casella del lungo gioco dell’oca che è la vita, è la guida che ci accompagna nel nostro momento più difficile, quello della crescita. E’ il rifugio in cui siamo certi di essere sempre accolti, è il primo guscio che ci protegge dalle bruttezze della vita. O almeno così dovrebbe essere. Non sempre una persona ha la fortuna di avere una famiglia.

Ma allora cosa vuol dire non avere una famiglia? Vuol dire non avere madre, padre né alcun altro parente? Anche, ma non solo. Secondo me la cosa peggiore è avere una famiglia, che, però, non svolge nessuna delle “funzioni” sopraddette o, nel peggiore dei casi, non venire considerati nemmeno come parte di essa. In questo modo si perde nella maniera più assoluta il significato di famiglia e di conseguenza anche la casa non ha più valore. Infatti da punto d’appoggio può persino diventare un motivo di sofferenza.

Allora, trovandosi in questa situazione, è comune e naturale che si cerchi di trovare qualcun altro o qualcos’altro a cui aggrapparsi per ricolmare il vuoto causato dall’assenza della famiglia. Non è altrettanto comune, però, riuscire a trovare ciò che si vuole, cioè in poche parole una vera famiglia. Questo è un sentiero dai molteplici incroci e talvolta durante il viaggio è necessario procedere da soli, senza che nessuno ci influenzi o indichi la sua via: la sua, appunto, non quella di chi sta cercando. La propria via, non quella altrui, bisogna seguire.

Il ruolo degli amici

La soluzione più immediata al problema che ci viene in mente è: gli amici. Ebbene, gli amici, quelli stretti, sono un’ottima soluzione, infatti ci fidiamo di loro, a loro ci affidiamo. Ma perché? Perché li abbiamo scelti? Questo è successo a Massimo Pericolo, anche se con non pochi travagli, e a molti altri fortunati; per me questa è la soluzione migliore.

Può anche capitare invece che una persona sia talmente forte di spirito da farsi scivolare addosso tutti i malesseri e non badarci, anche se questi possono essere sul serio gravi. Tuttavia queste persone sono davvero poche. Bene, questo era l’happy ending.

Sfortunatamente molti non arrivano alla fine della ricerca, ma durante il viaggio si smarriscono, perdono di vista il loro vero obiettivo, vogliono raggiungere la Luna, ma poi si accontentano del suo riflesso nello specchio e come mai? Beh, la strada è dura, ecco la risposta. Quando non si arriva a quell’happy ending tutta la sofferenza, la rabbia, la frustrazione di non sentirsi parte di una vera famiglia si trasforma in depressione, dalla quale è davvero difficile uscire, oppure in una completa insensibilità nei confronti del mondo, tale che niente potrà mai scalfire la scorza formata dalla sofferenza sopportata.

Il legame con la società

Questi disagi interiori il più delle volte trovano sfogo nell’odio verso la società che non ha dato loro niente, che non li ha aiutati. Se la parola famiglia perde di significato, alla parola società viene quasi sempre affibbiata una valenza negativa. La società diventa il responsabile delle sofferenze che sono state sopportate, ecco il capro espiatorio dei loro mali: infatti che cos’è la famiglia se non una società in miniatura?

Da una parte è davvero sconcertante quanto una cosa così piccola come la famiglia ricopra un ruolo così importante all’interno della società e come quest’ultima sia costantemente criticata senza che però venga offerta alcuna soluzione, ma dall’altra è straordinario proprio per questo, per avere il potere di formare, auspicabilmente il meglio possibile, quei bambini che saranno la società del futuro.

Naturalmente quando una famiglia assolve a tutti i propri doveri e ci si sente completamente parte di essa, allora non c’è bisogno alcuno di intraprendere quel tortuoso viaggio di cui abbiamo parlato prima, perché non ci sentiamo soli, non sentiamo quel vuoto che ci tormenta e ci impone di riempirlo al più presto. A volte forse in modo avventato.

Il ruolo fondamentale della famiglia nella società è stato confermato più volte dalle parole di molti grandi del passato. Disse Confucio circa duemilacinquecento anni fa: “Per mettere il mondo in ordine, dobbiamo mettere la nazione in ordine. Per mettere la nazione in ordine dobbiamo mettere la famiglia in ordine.” Winston Churchill, negli anni quaranta, non fu da meno e disse “Non c’è dubbio che è intorno alla famiglia e alla casa che le più grandi virtù della società umana si creano e si rafforzano”.