Scrivere questo Latte e Biscotti è fastidioso. Per vari motivi.

Primo fra tutti, il tema. Ed è il punto più evidente: si deve ancora parlare di razzismo nel 2019? Ma, d’altronde, sono decenni che ci facciamo la stessa domanda. Quindi pare che bisogni ancora parlarne. Questo ci porta al secondo fastidio.

Parlare di razzismo. Indubbiamente fastidioso, forse anche più del razzismo stesso. Si dicono sempre le stesse cose, si manca di originalità. Ed è normale, ne parliamo da un sacco di tempo. Sarebbe strano il contrario. Come si può risolvere il fastidio di parlare del razzismo? Facendo qualcosa contro il razzismo.

Ed ecco il terzo fastidio. Fare qualcosa contro il razzismo. Di cose ne sono state fatte tante. Cacciare i razzisti dallo stadio con daspo o porte chiuse. Interrogazioni parlamentari – per quanto si dice che siano il modo migliore per non affrontare un problema. Gogna mediatica. Campagne contro il razzismo. Istruzione. Però sono sempre le stesse cose, evidentemente non sufficienti. Bisogna fare cose davvero incisive. Senza lasciare che debbano essere le vittime a lanciare palloni contro gli idioti, ad abbandonare la partita, a mangiare banane lanciate per liquidare il problema senza prestarsi alle provocazioni. Ma si tratta di provocazioni?

Secondo me no. E neanche di idioti. A mio parere si tratta di una forma di delinquenza, senza mezzi termini. Si lede, e pesantemente, la libertà altrui. Quindi, nessun dubbio. Cosa si fa contro i delinquenti? Li si punisce. E se sono un gruppo indistinto e indistinguibile? Si danno punizioni collettive, come la chiusura della curva, o contro soggetti identificabili, come la società. Che così diventa pure vittima di ricatti delle curve. Si spostano i problemi sul privato per incapacità dello Stato.

Che può fare lo Stato? Tante cose ancora. Come sospendere il campionato. O anche solo la partita. A me sarebbe anche andata bene, visto che al Fantacalcio ho il portiere del Verona. Però non lo si fa. Troppi interessi in ballo. Ed è naturale.

Allora un’altra soluzione: far sentire i razzisti delegittimati. Non accettare nulla che possa essere razzista o discriminatorio, mai. Neanche se sono “ironici”, per usare le parole del presidente del Verona.

E, ultima cosa, votare, all’unanimità, a favore di commissioni parlamentari sull’argomento. Però non viene fatto. Forse si vuole tollerare il fenomeno. Troppi voti in ballo. Ed è naturale. Anzi no.