Per il tradizionale raduno a Pontida si sono presentati in migliaia. Salvini: “Questa è l’Italia che vincerà”.

Dicono fossero tanti, tantissimi. Si parla di numeri da record, più di 45mila persone affermano alcuni giornali. Non si può negare che lo scorso 15 settembre, al raduno leghista di Pontida, l’affluenza fosse al di fuori delle aspettative. Bandiere sventolanti “Salvini Premier”, striscioni con sopra scritto “Il nostro Capitano”, cori di incitamento hanno accolto l’ex Ministro degli Interni Matteo Salvini.

“Questa è l’Italia che vincerà” ha esordito il leader della Lega salendo sul palco. “Il governo del popolo contro il governo del palazzo” ha affermato, chiarendo la linea politica della Lega, ovvero un’opposizione a colpi di referendum. La prima proposta è di cambiare è la legge elettorale, in modo da renderla totalmente maggioritaria come quella per i sindaci: “Se cinque regioni lo approvano entro settembre, si va al referendum in primavera”. Mentre sul decreto sicurezza: “Se toccheranno i decreti sicurezza non raccoglieremo 500mila firme per il referendum, raccoglieremo 5 milioni di firme per difendere i sacri confini del Paese, perchè i nostri non sono morti sul Piave per avere i confini aperti”.  

Ha continuato poi promettendo la flat tax appena tornerà al governo e commentando i suoi rapporti con Luigi Di Maio, definendolo un “amico” nonostante gli ultimi scontri e discrepanze. 

Al momento dei saluti, l’ex Ministro ha fatto salire accanto a lui sul palco un gruppo di bambini. “Mi vergogno a nome di chi coinvolge i bambini nella polemica politica”, aveva detto Salvini dopo la polemica sul figlio ripreso mentre andava su una moto dacqua della Polizia. Eppure non sembrava vergognarsi di nulla quando ha preso in braccio Greta, una bambina vittima degli affidi illeciti di Bibbiano. “Mai più bambini rubati alle loro famiglie. Tra i bimbi c’è anche Greta, è questa splendida ragazza con i capelli rossi che dopo un anno è stata restituita alla mamma”. Azione che ha suscitato non poche critiche. “Usare bambini? Siete senza onore” ha commentato Carlo Calenda su Twitter. 

In chiusura del suo comizio, l’ex Ministro ha ricordato a tutta la folla la manifestazione a Roma del 19 ottobre, la “festa dell’orgoglio nazionale”. 

Applausi e cori. Sul fondo del palco trionfa lo slogan “La forza di essere liberi”. 

Tuttavia i leghisti a Pontida non si sono limitati a omaggiare il loro capitano. Fischi e insulti a Giuseppe Conte, il “buffone”, e Luigi Di Maio, “il traditore”, hanno segnato tutto il comizio. Già dal giorno prima, durante il congresso dei giovani leghisti, la rabbia di non essere più al governo era stata palesata dalle parole del deputato Vito Comencini. “Mi fa schifo chi non tiene conto del voto del 34 per cento degli italiani”, ha dichiarato parlando del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Affermazioni che si configurano come vilipendio del Capo dello Stato.

Ma non finisce qui. Il giornalista di Repubblica Antonio Nasso è stato aggredito mentre intervistava alcuni militanti del Carroccio, aggressione che ha portato al danneggiamento della telecamera e del microfono. Anche Gad Lerner è stato accolto da insulti, fischi e offese razziste: “Ebreo, comunista, straccione, tornatene a casa”.  

Solo il governatore del veneto Luca Zaia è intervenuto dal palco: “Non funziona così: l’ospitalità è sacra”. 

Il commento di Gad Lerner: “Non è successo niente di grave, sono andato lì a fare il mio lavoro, ma rilevo qualche differenza rispetto al passato. Perché quando anche un parlamentare della Lega diceva nei comizi ‘vedo Lerner e capisco Hitler’ arrivava la mattina dopo la telefonata di Umberto Bossi che diceva ‘scusalo, noi non la pensiamo certo così‘. Ho l’impressione che invece Salvini ci gongoli e ci marci un po’.”