Quando l’ho vista, scorrendo la home di Facebook, quasi non ci ho fatto caso. Ho continuato a scorrere, mentre il mio – lento – cervello elaborava quanto visto. Poi, realizzato quanto sopra, sono tornato a cercarla. Salvini medico?

Cosa ci fa l’ex Vicepresidente del Consiglio vestito da chirurgo? A malapena riesco a immaginarmi un Salvini studente di scienze politiche, o di lettere – facoltà che ha abbandonato senza conseguire la laurea. Magari un Salvini classicista. Ma un Salvini medico è impossibile.

Per spiegare le ragioni di questa foto, bisogna fare una breve premessa:

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Questa è l’analisi delle interazioni su Facebook della settimana passata. Le interazioni sono il totale delle azioni eseguite sulla pagina nella settimana in questione, vale a dire la somma di like, commenti, condivisioni, click sui link e via dicendo. Ringraziamo Hipster Democratici che raccoglie queste statistiche.

Come questi dati influiscono sul voto? Per due concetti: likeability e connectivity.

Il primo, likeability, indica la “gradevolezza” di una persona, o, meglio, la sua attrattività. In parole povere, più ricevi like, commenti e in generale interazioni, più piaci, più voti ottieni.

Il secondo, connectivity, può essere riassunto nella capacità di una persona di tessere reti sociali. Di base, nella “vita reale”, è un’ottima cosa, che dipende dalle qualità e dalle capacità della singola persona. Sui social network, però, questo fattore dipende da un algoritmo, e per di più gestito da un privato, il signor Zuckerberg. Sostanzialmente su FB la tua rete sociale dipende dalla volontà di un tizio americano, che viene frequentemente influenzato da quanti soldi gli vengono dati. Più paghi, più ottieni interazioni, che portano ad altre interazioni. Che, alla fine, portano a comparire sempre sui social, sulla home delle persone. E quindi questa iper-presenza porta voti.

Ecco perché, al giorno d’oggi, le elezioni si vincono sui social.

La interazioni di Salvini dell’ultima settimana

Sono calate. O, meglio, in senso assoluto sono aumentate. Ma molto meno rispetto ai rivali e rispetto all’utenza attiva sui social in questo periodo. E quindi sono calate, perché è meno presente dei suoi competitori. Meno presenza porta meno voti.

Iper-utilizzo di Facebook

Questo è successo per due fattori fondamentali. Il primo è l’utilizzo dei social. In queste settimane si è decuplicato, al punto che Zuckerberg ha dichiarato che se la pandemia durerà a lungo, o si estenderà, i server di Whatsapp rischiano di non reggere. Per spiegarla in termini di mercato, l’offerta è aumentata a dismisura. L’utenza, invece, sebbene utilizzi di più le piattaforme rispetto alla normalità, è rimasta sempre uguale. Questo crea un eccesso di offerta rispetto alla domanda: tutti postano, e postano tantissimo, ma sono sempre gli stessi a leggere. E questi stessi non crescono proporzionalmente.

L’eccesso di offerta ha portato a un’iper-competitività sui social. Apparire sulla home di una persona è molto più difficile. E Salvini, e Morisi – il genio responsabile della sua comunicazione -, lo sanno.

La crescita di Giuseppe Conte

Nel giro di un paio di settimane – dall’emanazione dei decreti, per capirci – Giuseppe Conte ha visto crescere le interazioni della sua pagina di quasi 5 volte. La ragione è sicuramente il monopolio del discorso pubblico. Si parla solo del coronavirus, e l’unico politico che si sta concretamente occupando della situazione – per via della sua posizione – è il premier.

C’è da aggiungere l’ondata di meme che ha visto Conte come oggetto. E non come argomento qualsiasi, ma come sex symbol. Come vi avevamo raccontato in questo articolo, è cominciata una retorica che individua in Conte un modello da seguire, anche dal punto di vista estetico. Anche questo, in chiave elettorale, non è da sottovalutare.

Infine, le dirette su Facebook con cui Conte ha annunciato i decreti. Le ragioni si possono individuare dal punto di vista pratico: data la situazione, non è opportuno convocare una conferenza stampa, né anche solo allestire una sala. Si può lasciare da parte il senso istituzionale, affidandosi all’iPhone di Giuseppe Conte. Che sia opportuno o meno, lascio a voi la decisione.

Con queste dirette Conte ha aumentato a dismisura i suoi seguaci e le interazioni. E infatti è stato criticato. Il succo della critica, nonostante non sia mai stato espresso palesemente, è questo: Conte ha usato un bene pubblico – la visibilità di premier e la necessità di annunciare i decreti – per portare un beneficio a un bene privato – la sua pagina Facebook. Non si può parlare di peculato, però resta un caso rilevante.

Guarda caso, le critiche più dure sono arrivate da soggetti estremamente attivi sui social network: Renzi, Salvini e Mentana. I primi due fondano buona parte della loro campagna elettorale su Facebook, il terzo usa la piattaforma per lanciare il suo nuovo magazine. Tutti e tre sanno che il totale delle interazione è una torta, limitata: se uno si prende la fetta più grande, agli altri ne resta una più piccola.

La foto del Salvini medico

Salvini medico non è il primo tentativo del leader della Lega di risalire sui social. Un altro, parzialmente riuscito, è stato lo scatto che lo ritraeva a passeggio con la fidanzata per le vie di Roma, in barba al decreto che imponeva di restare in casa. “Sono andato a fare la spesa”, è stata la sua giustificazione. Certo, legittimo, solo che sarebbe dovuto andare da solo.

Ad ogni modo, si trattava chiaramente di una trappola per tornare a far parlare di sé. Trappola che ha funzionato. Come tonni, e come sempre, tutti i suoi avversari politici hanno iniziato a parlare del fatto.

Senza capire – ed è incredibile – che i voti di Salvini dipendono quasi esclusivamente dai social. Infatti, in questi giorni di iper-competitività e quindi di minore presenza sui social, è calato nei sondaggi, e non di poco. Chi ci ha guadagnato? Il Partito Democratico, visto come forza istituzionale, che dal silenzio trae un vantaggio.

Tuttavia, questa foto non è stata sufficiente. Per questo è arrivato il Salvini medico:

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La mascherina, e ci sta. Il maglioncino scelto di un colore tattico: blu, un blu camice. Le cuffie a fare da stetoscopio. Ed ecco a voi Salvini medico.

A condire il tutto, l’ambientazione, che con il leader della Lega non è mai casuale. In questo caso, ricorda un ospedale. Un consiglio: quando vedete un video o una foto del fidanzato di Francesca Verdini, fate caso allo sfondo. In ogni dettaglio. Troverete una simbologia estremamente interessante.

Ma qual è il senso del Salvini medico? Perché dipingersi in un ruolo che non gli appartiene?

La risposta sta di nuovo nel discorso pubblico, che Morisi segue magistralmente. Quante volte abbiamo sentito dire “medici eroi“? Tantissime. Si parla solo di ospedali. La salute è ciò che più ci preoccupa, e il medico è la figura che più ci rassicura.

Ecco spiegata la simbologia di Salvini. Vuole appropriarsi di quel sentimento che ci relazioni alle persone attive nella lotta al coronavirus. Per farlo, si dipinge come loro.

E se questo non fosse abbastanza, se anche fossimo troppo intelligenti e accorti per cascarci, c’è un secondo fine. Far indignare. Per far parlare di sé, ovviamente.

Infatti ci siamo cascati. Stiamo parlando di lui.