Santiago Rodriguez è un giocatore di basket, in serie C Gold. L’1 marzo cade e si rompe il bacino. I suoi familiari chiamano tutti gli ospedali del circondario, ma nessuno può operarlo: sono tutti impegnati per il coronavirus.

Se qualcuno di voi si è mai rotto qualcosa, sa il dolore. Pensate il dolore di chi si rompe il bacino. Non puoi fare nulla, neanche andare in bagno, senza sentire fitte allucinanti. Santiago, cadendo, ha provato molto dolore. Il video, che vi lasciamo a questo link, mostra la gravità della caduta. Tutto il palazzetto ha capito subito che la cosa era grave.

L’operazione, in caso di frattura scomposta del bacino, deve avvenire nell’immediatezza. Altrimenti possono esserci strascichi, anche gravi, per tutta la vita. Soltanto che gli ospedali di Arezzo – dove gioca Santiago Rodriguez – non possono operarlo: tutti i posti sono occupati da infetti per il coronavirus. Sappiamo che gli ospedali devono scegliere chi operare, e il bacino, per quanto grave, non mette la vita a rischio.

Santiago Rodriguez deve tornare in Argentina, nel suo Paese. Solo così potrà essere salvato. Problema: il 4 marzo l’Argentina blocca tutti i voli, da e per l’Italia. La ragione è sempre la pandemia per il coronavirus.

Si passa quindi al lavoro per vie diplomatiche, che, grazie ai contatti fra i due Ministeri degli Esteri, giunge a un esito positivo il 13 marzo. Santiago viene caricato su un ambulanza e di lì portato a Fiumicino. Il 14 marzo arriva in Argentina.

Riceve il sostegno di tutta la comunità sportiva del suo Paese, specialmente della Generación Dorada, la selección di basket capace di vincere l’oro olimpico ad Atene 2004, oltre a innumerevoli altri trofei e medaglie.

Tuttavia, la malasorte non è ancora finita. Gli ospedali argentini non possono riceverlo né ospitarlo: è arrivato dal Paese con più infetti, deve mettersi in quarantena. E nel frattempo sono due settimane con il bacino rotto.