Aggiornamenti in fondo.

Secondo quanto previsto all’interno del dpcm, le scuole di ogni ordine e grado, compresi atenei e accademie, rimarranno chiuse fino al 3 aprile per le aree soggette a maggiore rischio e fino al 15 marzo per il resto d’Italia.

Data la situazione attuale non è però esclusa un’ulteriore proroga. Il premier infatti ha affermato: “non è stato facile decidere la chiusura delle scuole, nei prossimi giorni decideremo se prolungare questa misura”.

Questa decisione apre rilevanti perplessità sulla continuità e la regolarità delle lezioni del presente anno scolastico.

Ovviamente la soluzione a tali difficoltà non può semplicemente concretizzarsi in maggiori compiti a casa per gli studenti. Per favorire l’apprendimento degli stessi, al contrario i docenti di tutte le scuole sono invitati, almeno fino alle date menzionate, a sviluppare modalità didattiche a distanza e a presentarsi a scuola solo per dare concreto avvio alle classi digitali. La decisione è già inclusa nei documenti del ministero e verrà ufficializzata probabilmente nei prossimi giorni.

Alle avversità che i docenti sono chiamati ad affrontare, si aggiungono quelle degli alunni.

Il 15% degli studenti non ha ancora avviato alcuna forma di didattica a distanza e nel 70% dei casi gli insegnamenti non comprendono l’intera totalità delle materie in programma.

Inoltre, non può ignorarsi il fatto che alcuni studenti non avranno modo di accedere direttamente alle lezioni: non tutti dispongono di un pc, un tablet, o una connessione Wi-Fi affidabile. Molti nuclei familiari dispongono inoltre di un unico computer che dovrà perciò ipoteticamente dividersi tra più figli e i genitori degli stessi, costretti a lavorare da casa.

La confusione generale riguarda anche le modalità di valutazione adottabili sull’operato telematico degli studenti. A riguardo e soltanto per ora, il ministero ha deciso di affidarsi all’autonomia e alla libera decisione dei professori, chiedendo però di evitare di insistere su “particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa” e di trarre vantaggio degli strumenti a disposizione sulle piattaforme utilizzate.

Aggiornamenti in seguito al discorso del presidente Conte

In seguito all’estensione della zona rossa a tutta l’Italia, rimarranno chiuse le scuole di ogni ordine e grado, nonché le Università in tutta Italia, fino al 3 aprile.