Tutti i mezzi di informazione da qualche settimana non fanno altro che ripetere quanto sia importante cercare di contenere la diffusione del virus evitando i luoghi di aggregazione ed elencando tutti i territori del nostro paese che ormai vengono classificati con il termine di zona rossa. Fino a qualche giorno fa il territorio veniva suddiviso in base all’estensione del contagio secondo le colorazioni rosso, arancione e giallo. Con gli ultimi decreti emanati del governo questa classificazione è stata invece sostituita con il termine di zona di sicurezza ed è stata estesa a tutta l’Italia.

Su tutto il territorio nazionale sono sospese le manifestazioni, gli eventi e tutti i tipi di spettacoli, compresi cinema e teatri dove non è possibile mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro.

Andiamo ora a vedere più nel dettaglio che cosa significa vivere all’interno di una zona classificata come “Zona di sicurezza” e soprattutto quali sono le regole di comportamento che bisogna seguire sia da parte delle persone sane sia da parte delle persone che presentano sintomi.

Per il momento le attuali zone rosse resteranno tali almeno fino al 3 aprile e il mancato rispetto dei seguenti divieti può comportare fino a tre mesi di carcere e una multa fino a 206 euro.

Cosa non si può fare in una zona rossa?

  • Evitare di entrare ed uscire dalla zona se non in caso di esigenze di salute e lavorative, anche all’interno dei territori della zona rossa occorre evitare gli spostamenti.
  • Bar e ristoranti possono rimanere aperti fino alle 18.00. Sarà cura dei gestori garantire la distanza di sicurezza di un metro tra i clienti. Chi non si adegua alla direttiva, rischia la sospensione dell’attività.
  • Le persone in quarantena o positive al coronavirus non possono in alcun modo lasciare la propria abitazione.
  • Tutti gli eventi sportivi all’aperto ed al coperto sono sospesi. C’è però una deroga per le competizioni dei professionisti, che verranno disputate a porte chiuse e dopo accurati test preventivi. Inoltre resteranno chiuse palestre, centri sportivi, piscine.
  • Sono sospese le Messe e tutte le cerimonie religiose, compresi funerali e matrimoni. I luoghi di culto potranno rimanere aperti solo adottando le misure atte a garantire che non si registri un assembramento di persone.
  • Sono chiusi asili nidi, scuole di ogni ordine e grado e Università. Anche i musei e tutti i luoghi di cultura.

Come si trasmette il corona virus?

Il corona virus si trasmette da persona a persona principalmente tramite le goccioline del respiro, è quindi molto importante mantenere una distanza di due metri dalle altre persone, soprattutto nel caso in cui presentino sintomi come tosse, starnuti e febbre in quanto il virus può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata.

Oltre che attraverso il contatto diretto, la trasmissione può anche avvenire tramite oggetti contaminati come ad esempio le maniglie degli autobus e delle metropolitane.

Quali sono le regole da seguire?

  • Disinfettare le superfici: Come è stato più volte ripetuto il virus ha la capacità di sopravvivere sulle superfici, è quindi molto importante procedere alla disinfezione delle superfici con prodotti contenenti alcool a base di etanolo in una concentrazione almeno pari al 75% oppure in alternativa prodotti a base di cloro con una concentrazione almeno dell’1% come ad esempio la candeggina.
  • Lavarsi le mani: Per quanto riguarda invece le regole da seguire per il lavaggio delle mani e l’igiene personale, è importante utilizzare acqua e sapone strofinando con attenzione la pelle per almeno 60 secondi. Nel caso in cui non si avessero a disposizione acqua e sapone è possibile utilizzare i disinfettanti per le mani a base di alcool con una concentrazione pari almeno al 60%.
  • La mascherina: bisogna anche ricordare che l’utilizzo della mascherina è consigliato alle persone che sospettano di aver contratto il virus e che presentino sintomi quali tosse e starnuti, oppure nel caso in cui ci si prenda cura di persone malate o persone che sospettano di aver contratto l’infezione. L’utilizzo della mascherina serve a ridurre la possibilità di trasmettere, aiuta a limitare la diffusione del virus ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene.
  • Evitare di toccarsi il naso e la bocca senza aver prima disinfettato le mani o averle accuratamente lavate con acqua e sapone. Ricordarsi inoltre alcune fondamentali misure di igiene, quali starnutire o tossire in un fazzoletto o all’interno del gomito piegato, e buttare subito i fazzoletti utilizzati.

Quali sono i soggetti più a rischio?

Come per altre patologie anche per il coronavirus i soggetti più a rischio sono gli anziani e le persone che presentano già altre patologie dell’apparato cardio-respiratorio. Per queste persone il DPCM del 4 marzo consiglia di evitare di uscire dalla propria abitazione tranne che nei casi di stretta necessità e di evitare comunque in ogni caso luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza di almeno un metro tra le persone.

Al momento non abbiamo dati scientifici sicuri sull’effetto della patologia sulle donne in gravidanza. E’ possibile che i cambiamenti del sistema immunitario durante il periodo possano aumentare il rischio di sviluppare una forma più severa di infezioni virali. Resta consigliato alle donne in gravidanza al pari degli altri soggetti a rischio di adottare tutte le normali azioni preventive ed evitare di avere contatti con persone malate.

Non ci sono rischi se…:

  • Ricevo pacchi dalla Cina: dopo un’attento studio sulle capacità di sopravvivenza del virus sulle superfici l’OMS ha dichiarato che non ci sono rischi per le persone che dovessero ricevere pacchi dalla Cina in quanto il virus non è in grado di sopravvivere a lungo sulle superfici.
  • Ho un animale: al momento non è stata trovata alcuna evidenza scientifica che gli animali da compagnia abbiano contratto infezioni o che, peggio ancora, siano in grado di diffonderla; in ogni caso sono sempre valide le raccomandazioni sull’igiene.
  • Voglio donare il sangue: non ci sono rischi nel caso si decida di donare il sangue a patto che ci si trovi in buone condizioni di salute: anche un semplice raffreddore oggi rappresenta una causa di esclusione temporanea. È necessario informare il personale medico sui propri spostamenti poiché il passaggio nei territori interessati dal coronavirus non consente di donare il sangue.

In conclusione è un dovere morale e civile rispettare le regole non solo per l’incolumità propria e dei propri familiari, ma soprattutto per evitare che un numero eccessivo di casi che richiedano assistenza ospedaliera renda insufficienti le strutture sanitarie di rianimazione e i respiratori in dotazione agli ospedali.